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domenica 21 ottobre 2018, 02:03
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Padova città della scienza



Padova è la città ideale per scoprire il cammino fatto dall’uomo nel campo della scienza, della tecnica, del sapere, della creatività. Dal 1222, anno ufficiale di fondazione dello Studio Patavino, ad oggi l’evoluzione scientifica e tecnologica ha sempre progredito e segnato tappe fondamentali grazie alla presenza di personalità illuminate e geniali, ad un clima di massima libertà e di grande vivacità culturale.

La si può definire un vero e proprio luogo di produzione del sapere scientifico e tecnologico: oltre al prestigioso polo scientifico-sanitario è di recentissima costituzione un centro di assoluta eccellenza a livello europeo interamente dedicato alle nanotecnologie.

L’Università di Padova, una delle più antiche del mondo (la seconda in Italia dopo Bologna), è un autentico archetipo dell’università moderna e rappresenta il fulcro del percorso scientifico in città. La sede storicail Bo, conserva intatto il più antico teatro anatomico stabile del mondo ed alcuni siti storici e reperti eccellenti come la trecentesca Aula di Medicina, la cattedra di Galileo Galilei, professore a Padova dal 1592 al 1618, l’Aula Magna, antica Scola Granda dei Legisti e il doppio chiostro moroniano, magnificamente decorati dagli stemmi di studenti e professori insigni. Busti, lapidi, iscrizioni, statue, dipinti ritraggono i personaggi illustri che segnarono la storia dello Studio Patavino, come Pietro d’Abano, Nicolò Copernico, William Harvey, Andrea Vesalio, Gabriele Falloppio, Galileo Galilei, Fabrizio d’Acquapendente, Giovan Battista Morgagni, per citarne solo alcuni. L’elegante statua di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia è un omaggio alla prima donna laureata del mondo, addottoratasi in filosofia discussa nel 1678 presso l’Università di Padova.

Altra eccellenza scientifica è l’Orto Botanico. Fondato nel 1545 su richiesta della scuola medica dell’Università di Padova, esso rappresenta il più antico orto botanico universitario del mondo che abbia mantenuto la sua sede originaria. Istituito per lo studio dei Semplici (piante medicinali), l’Orto è stato testimone dell’evoluzione della Botanica da scienza applicata alla medicina alle varie branche attuali. In esso si svolge ancora oggi un’intensa attività didattica e divulgativa, varie attività di ricerca e vi si conservano, tra le altre, specie rare e minacciate. Nell'Orto vengono coltivate circa 6000 piante, incluse piante esotiche, medicinali, velenose ed insettivore. La pianta più antica vivente è una palma di S. Pietro (Chamaerops humilis var. arborescens) piantata nel 1585. Essa viene chiamata Palma di Goethe da quando il sommo poeta tedesco nel 1786, dopo averla studiata, espresse la sua intuizione evolutiva nel saggio La Metamorfosi delle piante. Nell’annessa Biblioteca sono custoditi erbari storici, testi scientifici, preziosi libri illustrati, molti dei quali esemplari unici. Dal 1997 è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio mondiale dell’umanità.

Mecca degli studenti di astronomia e degli appassionati di vedute dall’alto è la torre dell’Osservatorio, detta La Specola, istituita nella seconda metà del Settecento per dotare l’Università di Padova di un osservatorio astronomico che consentisse di sperimentare le teorie astronomiche ed avviare così un approccio più moderno a tale scienza. Innalzata sulla Torlonga, un’antica torre del sistema fortificato del castello cittadino, la Specola è oggi sede di un interessante museo, che ospita tra l’altro una grande Meridiana su cui veniva misurato il vero mezzogiorno di Padova, strumenti di osservazione costruiti da artigiani inglesi nel Settecento, cannocchiali tedeschi e austriaci, apparecchi utili allo studio della meteorologia.


Fanno da corollario all’ambiente universitario una miriade di Musei Scientifici, tra cui il Museo di Geologia e Paleontologia, il Museo di storia della Fisica, il Museo di Mineralogia, vari Istituti di ricerca e sperimentazione scientifica, Centri e laboratori legati allo Studio ma anche piccoli gioielli, pubblici o privati, che testimoniano la passione suscitata in spiriti creativi dalla fucina universitaria. Ne è esempio straordinario il Museo del Pre-cinema e della Lanterna Magica, che, in un’atmosfera d’altri tempi, espone la preziosa collezione di Laura Minici Zotti, comprendente lanterne magiche, vetri dipinti per la proiezione, strumenti e giochi ottici antichi, strumenti musicali, vedute ottiche e persino un teatro di ombre Giavanesi, tutti oggetti rigorosamente d’epoca. Un eccezionale percorso nella magia e nell’incanto dell’epoca del precinema.

Da visitare lo straordinario Museo di storia della medicina e della salute, ospitato nel quattrocentesco Ospedale di s. Francesco Grande, in cui è documentata la ricca tradizione e l’evoluzione dell’assistenza sanitaria e della scienza medica a Padova. www.musme.it

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